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FIERA Educazione è un luogo di incontro per aprire spazi di dialogo e confronto intergenerazionale sui temi della formazione e dell'apprendimento

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L’evento è un dispositivo per attivare esperienze innovative nei diversi contesti dell’educazione. Durante il corso dell’anno, i partecipanti saranno i testimoni che pianteranno nuovi semi* che germoglieranno nella seguente FIERA. 

L'obiettivo non è diffondere conoscenze ma generare condizioni di relazioni e apprendimento continuo.

Con il contributo di
fondazione cassa di risparmio di Foligno
MARCHIO DISCI in collaborazione DSE positivo.png
Promotori
Patrocinanti
Collaborazioni
comune di Trevi
Università di Bologna
IRIS
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REAL lab
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L’antropologia, disciplina dalla vocazione esplorativa e dialogica, sarà la cornice teorico-pratica da cui lanceremo i nostri semi*

*I semi sono processi di apprendimento che verranno coltivati nel corso dell’anno. I semi sono anche voci di intellettuali contadini per ispirare il cambiamento.

Perché l’educazione è una questione antropologica

Educazione e Antropologia si trovano intimamente connesse per rispondere efficacemente alle sollecitazioni della contemporaneità e nell’immaginare un futuro, davvero possibile, in cui le differenze siano fonte di creatività e ricchezza.

 

Lo scopo di questo evento è fare in modo che queste differenze si traducano in una rete di condivisione e di esperienze concrete di contatto e comunanza, anziché in diseguaglianze.

L’antropologia offre inoltre un pensiero laterale, visioni alternative e multiprospettiche, pertanto, possibili soluzioni creative: poter conoscere i modi in cui diversi gruppi umani hanno risposto ai dilemmi della contemporaneità – dal rapporto con l’ambiente alle fasi di transizione e cambiamento sociale – ci offre un ampio spettro di possibilità che si possono tradurre in soluzioni creative ai problemi urgenti che sempre più riguardano la nostra modalità di coesistenza sociale. 

A differenza della trasmissione di nozioni, la partecipazione educativa è una pratica di cura, è un campo di relazioni che in ogni contesto rende possibile, per coloro che partecipano al processo, di venirne trasformati.

 

È la differenza tra una partecipazione in cui impara un solo gruppo di persone (adattandosi all’altro) e una partecipazione che trasforma la prospettiva di tutti coloro che vi prendono parte e che conduce a una condivisione e a soluzioni creative.

L’edizione 2021/22 si terrà a Trevi (PG) e a Bologna.
Si parte il 25 ottobre a Trevi.

Nel borgo di Trevi si seminerà in autunno, con attività ed esperienze di ricerca, che vedranno il
coinvolgimento di persone di diverse generazioni sia nelle scuole sia nel borgo.
Bologna diventerà, nel mese di marzo, il luogo di raccolta di quanto seminato e il teatro per un confronto, in ottica applicativa, su temi come scuola, orientamento, dispersione scolastica, formazione, apprendimento ma anche - e soprattutto - ruolo della ricerca nell’educazione, processi di ascolto attivo e innovazione tecnologica.

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Oltre alla presenza di ospiti illustri che facciano il punto, non solo formale, su apprendimento, formazione ed educazione, obiettivo di FIERA è dare spazio a risorse attive per la generazione di nuove esperienze intorno all’apprendere per relazioni. 


Momenti di carattere seminariale, artistico, performativo ma soprattutto workshop e laboratori esperienziali sono volti alla condivisione e diffusione di esperienze concrete e trasformative da attivarsi lungo tutto il corso dell’anno. L’approccio della ricerca antropologica prevede la rilevazione e il monitoraggio di quanto avviene durante l’anno di attività.

Monitorare la formazione è una grande sfida per uscire dalla mera misurazione quantitativa e trovare modi nuovi di restituzione del valore dell’esperienza.

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Educazione è una parola abusata che sembra avere smarrito il suo significato originario.
Per questo riteniamo opportuno impegnarci a ritrovare insieme un’educazione che permetta di mettere al centro la responsabilità che tutti abbiamo nei confronti delle generazioni presenti e future, dell’ambiente, dei modi e dei tempi di lavorare, produrre, consumare.

Una fiera per educarci? 

Leggendo un meraviglioso e intenso libro di Amos Oz (Una storia di amore e di tenebra), mi imbatto in un brano che inizia “con che cosa comincia la mia memoria? Il ricordo primigenio è una scarpa: una scarpina marrone.” 
Da quella lettura, possono nascere alcune domande:
Quale oggetto può raccontare la mia vita?
Quale oggetto mi ha accompagnato nelle varie fasi della mia vita?
Ho bisogno di più oggetti, perché le varie fasi della vita non hanno un solo oggetto/testimone?
Come racconterebbe/bbero la mia vita?
Le risposte sono educazione. Portare le risposte alla FIERA è ancora educazione. 
Mandela in ‘Lungo cammino verso la libertà’ scrive: “L’istruzione è il motore dello sviluppo personale. È attraverso l’istruzione che la figlia di un contadino può diventare medico, che il figlio di un minatore può diventare dirigente della miniera, che il figlio di un bracciante può diventare presidente di una grande nazione. È quello che facciamo di ciò che abbiamo, non ciò che ci viene dato, che distingue una persona da un’altra”. 
Certamente non si ha istruzione unicamente nella scuola. 
“FIERA Educazione” Fare Insieme Educazione Ricerca Apprendimento è educazione. Andiamo periodicamente alla FIERA, per vendere e acquistare. Per scambiare.

– Andrea Canevaro, Professore Emerito, Alma Mater Università di Bologna

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